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52 commenti

Antibufala mini: sì, la NASA cerca un “responsabile della protezione planetaria”. Ma non per difenderci dagli alieni

Catharine Conley.
OK, è una woman in black.
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La notizia che la NASA assume un “responsabile della protezione planetaria” (planetary protection officer) viene presentata in modo decisamente semiserio, come se sull’argomento esistesse una sola battutina possibile:

-- La NASA cerca "Men in Black", RSI
-- Nasa cerca 'Men in black' per proteggere la Terra, Ticinonews
-- NASA is hiring a Planetary Protection Officer to protect Earth from alien harm, USA Today, che nel testo cita i MIB.

Ma in realtà si tratta di una notizia reale e seria, anche se spiegata poco chiaramente.

L’offerta di lavoro della NASA chiarisce infatti che l’incarico consiste principalmente nel trovare modi per evitare che le nostre sonde spaziali vadano a contaminare altri mondi. Per esempio, andare a cercare la vita su Marte con una sonda piena di microorganismi terrestri sarebbe un’idea poco intelligente e rischierebbe di far fuori eventuale vita marziana.

Molto secondariamente, la “protezione planetaria” riguarda anche la Terra, nel senso che eventuali campioni di altri mondi riportati sul nostro pianeta dai nostri veicoli spaziali dovranno essere tenuti in opportuno isolamento per evitare contaminazioni.

Planetary protection is concerned with the avoidance of organic-constituent and biological contamination in human and robotic space exploration. NASA maintains policies for planetary protection applicable to all space flight missions that may intentionally or unintentionally carry Earth organisms and organic constituents to the planets or other solar system bodies, and any mission employing spacecraft, which are ntended to return to Earth and its biosphere with samples from extraterrestrial targets of exploration.

Un altro dettaglio importante è che non si tratta di una mansione nuova: come spiega egregiamente The Verge, il problema della contaminazione nei due sensi fu sollevato già nel 1967, con una serie di trattati dell’ONU (United Nations Treaties and Principles on Outer Space), e la NASA ha già una persona che copre questo ruolo. Si chiama Catharine Conley e dirige l’Office of Planetary Protection.

Il clamore dei media è stato tale che la NASA ha dovuto pubblicare un video di chiarimento:



Quindi le risatine sono fuori luogo: oltre alle considerazioni di rispetto verso la natura, lanciare una sonda spaziale costa miliardi. Farlo per poi trovarsi ad analizzare campioni di vita portati maldestramente dalla Terra perché un tecnico ha starnutito vicino alla sonda sarebbe stupido.
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Commenti
Commenti (52)
La notizia della ricerca di un MiB per proteggere la Terra dagli alieni è stata data anche dal GR1 (RAI RadioUno) delle 18 del 2 agosto :-)
Il problema è serio: la contaminazione delle prove è l'incubo di ogni tecnico forense o pubblico ministero cerchi di far condannare un assassino.
Le polemiche e i dubbi si scatenano per ogni caso di cronaca nera, figuriamoci con le prove di vita extraterrestre.
più che bufala è click bait, è scritto chiaramente nell'articolo , anche se meno dettagliato come te, che il lavoro consiste nel sterilizzare sonde e isolare campioni extraterrestri
Peccato, perché sarei stata disponibile per difendere il pianeta dagli alieni...
Niente male nemmeno il titolo sul sito di repubblica: "La Nasa arruola guardie giurate per difenderci dai batteri alieni"

Guardie.
Giurate.

Picard_facepalm.gif
Vorrei consigliare a tutti a tal proposito la lettura di Andromeda, Michael Crichton!
L'anno di pubblicazione è il 1969 e non aggiungo altro...
Grazie per le precisazioni! http://www.rsi.ch/news/vita-quotidiana/eta-beta/Agenti-anti-alieni-Non-proprio-9400381.html
Scusate, perché si continua a fingere che su Marte ci possa essere vita?
Il problema di individuare la presenza della vita su altri mondi (senza bisogno di doversi andare) è stato risolto a suo tempo da Lovelock.
Va bene spendere il denaro del contribuente (sono attività che hanno comunque ricadute positive) ma direi che si sta proprio esagerando.
Avessi le competenze lo farei.
> Molto secondariamente, la “protezione planetaria” riguarda anche la Terra, nel senso che eventuali campioni di altri mondi riportati sul nostro pianeta dai nostri veicoli spaziali dovranno essere tenuti in opportuno isolamento per evitare contaminazioni.

Insomma la trama del recente film "Life". :) Gli do 7 e lo consiglio, è un horror molto ben riuscito perché la ISS è un luogo perfetto per trasmettere la sensazione di angoscia e claustrofobia, l'alieno funziona benissimo e anche la sola idea di dargli un nome è geniale: fa un effetto molto diverso sentir dire "dov'è Calvin?" invece di "dov'è il mostro?"
Poi c'è una fantastica citazione/riproduzione di un problema che sulla ISS è capitato realmente e non si era mai visto prima in nessun film!
Poi vabbeh, come in tutti gli horror i protagonisti fanno sempre azioni stupide, ma senza errori che causano incidenti non succederebbe niente, e c'è in giro molto di peggio (vedi ad esempio Prometheus dove due tizi incontrano dei serpenti alieni e invece di scappare come farebbe chiunque sano di mente, si mettono a giocarci, e chissà come finirà...)
Te l'avevo accennato alla cena ma senza finire il discorso per cui rifaccio qui la mia mini recensione.
Armando,

Scusate, perché si continua a fingere che su Marte ci possa essere vita?
Il problema di individuare la presenza della vita su altri mondi (senza bisogno di doversi andare) è stato risolto a suo tempo da Lovelock.


Dici che alla NASA gli esobiologi son tutti scemi?


Va bene spendere il denaro del contribuente (sono attività che hanno comunque ricadute positive) ma direi che si sta proprio esagerando.

Guarda quanto costa un F-35 e poi riparliamo di cosa si intende per "esagerare" :-)
"perché si continua a fingere che su Marte ci possa essere vita?"

Se dovessi scommettere, direi che è così: su Marte non c'è vita.

Ma la scienza non agisce per scommesse. Abbiamo 1 solo dato relativo ad un pianeta in cui esiste la vita, visto che a quanto sembra tutta la vita del nostro pianeta deriva da un singolo essere vivente, e quindi tendiamo ad associare al concetto di "vita" alcune cose che non ne sono necessariamente parte essenziale.

Su altri Pianeti la vita potrebbe presentarsi in forme molto diverse. Per esempio esclusivamente in profondità nel terreno, o in determinati luoghi protetti.

Prima di concludere che su Marte non c'è, né c'è mai stata vita ci vorranno decenni, forse secoli di esplorazione.
La cosa assurda è che queste notizie, protezione planetaria, slang dei bot di facebook, sono genuinamente interessanti, e invece no: il racconto va inquinato a prescindere perchè così è più bello (ma anche no) e alla fine ci si ritrova tra le mani un pezzo che non è nè interessante nè utile.
"Dici che alla NASA gli esobiologi son tutti scemi?"

Non ho approfondito questo aspetto, cioè cosa gli esobiologici pensano della teoria di Lovelock, lo ammetto.

Però, in tanti anni, non mi è mai arrivata all'orecchio una confutazione.

In sintesi, per Lovelock o un pianeta è ricco di vita fino a straboccarne o è inerte. Non c'è via di mezzo.

La vita, infatti, si caratterizza per sistemi chimici lontani dall'equilibrio, il che implica l'utilizzo su larga scala (questo punto è importante: l'organismo non nasce in un ambiente ma lo crea) di molecole che in un sistema privo di vita non possono essere presenti.

Marte non presenta queste caratteristiche, quindi c'è poco da studiare.

L'unica cosa che si può scoprire è se in passato la vita vi è stata presente ma non è riuscita a creare le condizioni per il suo sostentamento e sviluppo.
Armando,

Marte non presenta queste caratteristiche, quindi c'è poco da studiare.

Perdonami la schiettezza, ma non ti sembra di essere un po' arrogante nel fare dichiarazioni così categoriche? Sei un esobiologo? Puoi presentare paper definitivi di esobiologi che confermino la tua sentenza?

Per carità, magari hai ragione e su Marte non c'è (stata) vita, ma non è con gli ipse dixit che si fa scienza.

Però, in tanti anni, non mi è mai arrivata all'orecchio una confutazione.

Io sostengo da anni che nell'ombelico di Salma Hayek abitano i folletti che spaiano i calzini, ma in tanti anni, non mi è mai arrivata all'orecchio una confutazione. Non per questo ho ragione.
@Armando

Critiche e confutazioni all'ipotesi di Lovelock.

https://scholar.google.it/scholar?q=related:G1nsDMWtVIsJ:scholar.google.com/&hl=it&as_sdt=0,5&as_vis=1

Tra l'altro la teoria di Lovelock non è stata effettivamente dimostrata, ma semplicemente enunciata come ipotesi di studio.

Dedurne da essa, l'impossibilità di vita su Marte è a mio parere un salto logico consistente.

ripeto: ricordiamoci sempre che qualsiasi teoria generale di esobiologia è supportata da un solo dato sperimentale...
ripeto: ricordiamoci sempre che qualsiasi teoria generale di esobiologia è supportata da un solo dato sperimentale...

E, forse, la teoria di Lovelock è molto influenzata da questo dato
Lovelock è (credo che sia ancora vivo) un grande scienziato.

Un pensatore originale come ce ne sono pochi ogni secolo (fra parentesi, studiò e dimostrò gli effetti dei clorofluorocarburi con un'apparecchiatura fatta in casa.)

Poco più sopra, ho parlato di teoria in riferimento alla presenza della vita su Marte.

Citando da Wikipedia:

Durante l'attività preliminare al programma Lovelock si interessò alla composizione dell'atmosfera marziana, concludendo che molte forme di vita su Marte avrebbero dovuto farne uso e di conseguenza alterarne la composizione. In realtà l'atmosfera di Marte è stabile, prossima all'equilibrio chimico, con pochissimo ossigeno, metano o idrogeno e una sovrabbondanza di anidride carbonica. Per Lovelock l'impressionante diversità tra l'atmosfera marziana e quella terrestre, una miscela gassosa chimicamente molto dinamica, appariva come una chiara indicazione dell'assenza di vita su quel pianeta. Ciononostante, quando le sonde Viking furono infine inviate su Marte, la loro missione era ancora prevalentemente rivolta alla ricerca di vita sul pianeta. Fino ad ora non è stata trovata alcuna prova dell'esistenza presente o passata di qualsiasi forma di vita marziana.

Quindi c'è poco da fare dell'ironia. La scienza procede dall'osservazione dei fatti "non c'è vita su Marte" e, quando ci riesce, elabora una teoria che spieghi quei fatti.

La teoria di Lovelock, nella sua semplicità (che in questo caso equivale a genialità, perché decine di migliaia di persone avevano a disposizione gli stessi dati e le stesse conoscenze, e non l'hanno formulata) è quindi la teoria scientifica a cui fare riferimento per verificare se su un pianeta c'è la vita.

Come ogni teoria scientifica, se si vuole sostituirla bisogna:
a) dimostrare che è falsa (trovare cioè di casi in cui essa viene confutata. Es. si va su Marte e si trova che c'è la vita pur con un'atmosfera in equilibrio chimico. In questo caso la teoria viene falsificata solo nella parte universalistica, restando invece confermata l'idea che se si trova un pianeta con un'atmosfera lontana dall'equilibrio, la vita ne è la causa più probabile.)
b) creare una teoria alternativa, cioè dimostrare attraverso esperimenti mentali che la vita può esserci anche in ambienti inospitali (secondo i nostri criteri) e con atmosfere diverse da quelle previste dalla teoria di Lovelock, E poi, a questo punto, cercare di effettuare esperimenti che la rendono plausibile.

In questo caso, la nuova teoria si affiancherebbe alla teoria di Lovelock, senza sostituirla.

Riguardo a Gaia, Lovelock ha sempre parlato di Ipotesi e non di Teoria.

Infatti è del tutto errato il modo di procedere degli autori di cui mi è stato segnalato l'abstract.

A parte il fatto che alcuni aspetti del discorso di Lovelock sono completamente travisati (su altri non saprei perché non conosco a fondo la questione) il punto è che l'Ipotesi Gaia è un cambio di paradigma.

Si tratta cioè di tenere conto della presenza degli organismi viventi nella determinazione del clima e se vi sono degli effetti di omeostasi.

Riguardo all'esobiologia, dovete finanziare una spedizione su un pianeta fuori del sistema solare che costa 10 miliardi di dollari.

Avete la scelta fra due possibilità.

Un pianeta con un'atmosfera in cui vi è ossigeno al 20% e un pianeta quasi privo di atmosfera dove essa è costituita per il 95% di anidride carbonica.

Quale dei due scegliete?

Lanciate una moneta?
@Armando
Come ogni teoria scientifica, se si vuole sostituirla bisogna:
a) dimostrare che è falsa (trovare cioè di casi in cui essa viene confutata. Es. si va su Marte e si trova che c'è la vita pur con un'atmosfera in equilibrio chimico. In questo caso la teoria viene falsificata solo nella parte universalistica, restando invece confermata l'idea che se si trova un pianeta con un'atmosfera lontana dall'equilibrio, la vita ne è la causa più probabile.)


Forse qui c'è qualcosa che non va, magari non ho capito io, però così diventa vera qualsiasi cosa non dimostrabile.

(Ora faccio inorridire pgc :-D ) Posso, ad esempio dire che Dio esiste. Ora me la devi confutare con una prova che dimostri il contrario.

Come ha fatto notare pgc, Lovelock basa la sua teoria su un solo dato sperimentale. Noi conosciamo la vita solo nella sua forma terrestre ma non sappiamo se questa è l'unica forma possibile.

Su Marte, ad esempio l'assenza di vita sulla superficie è "garantita" dal bombardamento di quelle particelle solari che, invece, il nostro campo magnetico devia (in realtà la vita terrestre è impossibile in un ambiente del genere ma non sappiamo se la vita in assoluto lo sia).

Ma anche sulla Terra, nonostante esistano posti "migliori" sono state trovate forme di vita in acqua ad alta temperatura e in presenza di altissime concentrazioni di zolfo.

Penso sia questo, unito alle teorie secondo le quali Marte, nel passato, aveva un campo magnetico e un'atmosfera, a spingere gli scienziati a ricercare forme di vita "residue" di quel passato.

Concludo che uno scienziato che imbastisce un progetto per cercare la vita su Marte (e i colleghi che visiionano/approvano un progetto del genere) non credo siano degli sprovveduti: sicuramente ne sanno più di noi, sicuramente hanno degli elementi che rendono giustificabili queste ricerche (probabilità maggiori di una certa percentuale, ad esempio).
Che Lovelock fosse un genio e che abbia proposto una teoria interessante e prolifica difficilmente lo si può mettere in dubbio.

Che Lovelock abbia ragione con la sua teoria che su Marte non ci possa essere alcuna forma di vita dipende da una verifica, che ancora manca. D'altra parte ci sono fior di altri "geni" - centinaia - che lavorano alla ricerca di vita su Marte e su altri exoplanet che sono critici con la sua teoria. Questo è innegabile.

Personalmente, pur essendo un astronomo professionista ed avendo discusso di questi temi decine di volte con colleghi - esperti e non - non sono un esperto di esobiologia, quindi lascio ad altri il compito di discutere la cosa senza proporre giudizi finali e conclusivi (anche se mantenendo le mie opinioni, seppur molto dubbiose, che ho già espresso).

Tu invece, Armando, nonostante non sia un esperto mi pare di capire, concludi che la comunità scientifica nel suo complesso continui "a fingere che su Marte ci possa essere vita". E' un'affermazione pesante, che suggerisce una specie di complotto o di bugia da parte dell'intera comunità scientifica.

Per ottenere fondi? O notorietà? Senz'altro c'è chi sta speculando sulla ricerca di vita su altri pianeti. Ma molti semplicemente fanno il loro lavoro, ti assicuro.

La discussione sulle teorie di Lovelock è interessantissima, ma non si può suggerire che tutti coloro che ancora mantengono dubbi in merito alla presenza di forme di vita su Marte stiano "fingendo" [scripta manent] in mancanza di ulteriori dati o conclusioni, senza rischiare qualche sopracciglio alzato, mi spiace.
pgc

Sì, penso che la ricerca della vita su Marte siano soldi buttati.
E' ovvio che gli esobiologi hanno Marte e niente altro fra le mani.
Quindi su quello devono lavorare.
Ciò non toglie che la probabilità che su Marte possano esserci attualmente forme di vita è indistinguibile dallo zero.
Quello che è irritante è che questa estrema improbabilità non viene mai sottolineata.
La teoria di Lovelock infatti è poco conosciuta proprio perché spegnerebbe un ricco filone giornalistico e metterebbe in cattiva luce i finanziamenti a quel tipo di ricerche.

Guastulfo

"Dio esiste" non è una teoria scientifica perché da questa affermazione non derivano delle conseguenze che possono essere verificate corroborando o falsificando l'affermazione.

Il fatto che vi sia un solo esperimento a corroborare la teoria di Lovelock non la rende per questo non scientifica.

Quelli che negano il riscaldamento globale utilizzano spesso questa argomentazione, cioè che non si possono fare esperimenti perché non ci sono un centinaio di pianeti come la Terra su cui verificare la teoria.
Come ogni teoria scientifica (...) Posso, ad esempio dire che Dio esiste. Ora me la devi confutare con una prova che dimostri il contrario.

Una teoria scientifica è perlappunto una teoria. Ovvero un'ipotesi, espressa dopo aver osservato certe regolarità di comportamento misurabili (espresse in una legge) che ha trovato conferma in appositi esperimenti/osservazioni di verifica, e per la quale esiste una ragionevole spiegazione che si basa su rapporti di causa-effetto materiali e deterministici. L'affermazione che Dio esiste manca almeno di cinque di questi aspetti: la costanza di comportamento, la misurabilità, la verifica sperimentale, la materialità e il determinismo.
Giusto così, perchè afferisce a tutt'altro campo del pensiero umano.
L'ho tirata in lungo, ma giusto per dire che come esempio non è ben scelto :-)
Ma... ma... martinobri ha veramente scritto "L'affermazione che Dio esiste manca almeno di cinque di questi aspetti: la costanza di comportamento, la misurabilità, la verifica sperimentale, la materialità e il determinismo."

OH... MIO... DIO...

Eehh, se lui lo nega, devo invocarlo io. Par condicio. Ristabilire il punto di equilibrio.

Altrimenti l'Universo conosciuto implode in un immane buco nero. Giuro!

:D

(E adesso aspettiamo il "mona" da parte di martino...)
Ehi Armando, un po' di modestia non guasterebbe.

Su adsabstract, tanto per dire, ci sono 5276 che contengono le parole "life" e "Mars". Vallo a dire al migliaio di autori che perdono tempo scrivendoli. Aspettano sicuramente uno come te che glielo spiegasse... :)

http://bit.ly/2uxdeYl
scusate: 5629 articoli.
@Armando
"Dio esiste" non è una teoria scientifica perché da questa affermazione non derivano delle conseguenze che possono essere verificate corroborando o falsificando l'affermazione.

Ora è più chiaro :-)

La mancanza del fatto che bisogna raccogliere indizi anche per elaborare un'ipotesi (che nel tuo commento precedente, evidentemente, era sottinteso) mi permetteva di fare osservazioni come quella di formulare un'ipotesi scientifica sull'esistenza di Dio senza nemmeno raccogliere evidenze che permettesserlo di "misurarlo". Affermazione volutamente esagerata.

Il fatto che vi sia un solo esperimento a corroborare la teoria di Lovelock non la rende per questo non scientifica.

Permettimi, però, di affermare che un solo elemento che corrobori A: "c'è vita" allora B: "l'atmosfera è una miscela gassosa chimicamente molto dinamica" è "un po'" pochino, non fosse altro perché non sappiamo quante possibili forme di vita (nel senso di "tipi" di vita: magari non necessariamente a base di carbonio) esistano oltre la nostra e se ne esistono.

Inoltre non è accaduto nemmeno per la Terra che fosse sempre traboccante di vita come teorizzerebbe Lovelock: più di una volta la vita si è "nascosta", quando nel mare, quando sotto i ghiacci, arrivando alla quasi estinsione.

E se la vita su Marte fosse nella fase in cui si è "trasferita" nel sottosuolo per impossibilità di sopravvivenza in superficie, cosa si potrebbe affermare in base alla teoria di Lovelock?

Tieni presente che ci sono teorie secondo le quali la vita sarebbe comparsa anche su Marte e Venere.

Se ciò rispondesse al vero, quando il pianeta ha cominciato a perdere il suo campo magnetico e le particelle solari ne hanno bombardato la superficie rendendone impossibile la vita su di essa, cosa darebbe maggior dignità alla teoria di Lovelock rispetto a chi ritiene che la vita possa essere continuata nel sottosuolo?

Questa potrebbe anche essere una fase transitoria come lo è stata, per la Terra, la fase "snowball" o una delle tante catastrofi che, periodicamente, hanno distrutto la vita sulla terraferma e su qran parte del mare.

E anche se la teoria di Lovelock fosse corretta, non credo potrebbe dire nulla sul passato di un pianeta.

Anche trovare antiche tracce di vita, ormai estinta, potrebbe essere una scoperta di enorme valore scientifico. Se non mi sbaglio le missioni che cercano vita su Marte cercano anche eventuali tracce di vita passata.
Ecco un esempio di quei lavori:

High levels of CH4 in Mars's early atmosphere may have played a significant role in determining whether or not the planet was habitable or suitable for the emergence of life. Via the coupling of radiative-convective and photochemical models, we investigate the nature of Mars's 4.0 Ga atmosphere, which is sourced primarily from CH4—not CO2—degassing. This is consistent with a mantle that does not reach the requisite pressure (24 GPa) and temperature (1900 K) for the silicate spinel-to-perovskite transition, which would oxidize the mantle thanks to ferrous iron's tendency to disproportionate to ferric iron in the presence of silicate perovskite (Dale et al., 2012; McCammon, 1997; Wadhwa, 2001; Wood et al., 2006). Impact degassing from chondritic material can also contribute substantial amounts of CH4 to the atmosphere (Schaefer and Fegley, 2007). A terrestrial world whose atmosphere is laden with CH4 would not drive the emergence of life according to the alkaline hydrothermal vent theory (e.g. Martin et al., 2008; Russell et al., 2014, 2010), which relies on the presence of copious CO2. However, CH4 will be oxidized as a result of photochemistry and hydrogen escape; if this process is efficient enough, there will be CO2 aplenty. On the other hand, if CH4 is converted to CO2 too efficiently, then early Mars may lose the greenhouse warming it needs to maintain liquid water at the surface. We use RC1D, a non-gray 1-D radiative-convective equilibrium model, to calculate the atmospheric thermal structure consistent with the radiative heating and cooling associated with the composition computed at each chemical model time step, the Sun's luminosity at that time, and global average insolation conditions. KINETICS, the Caltech/JPL chemistry transport model (e.g. Nair et al., 1994), determines the chemical makeup of the atmosphere, how effectively CH4 can be oxidized to CO2, and evaluate the synthesis of organic molecules in the atmosphere. The atmosphere is in vapor pressure equilibrium with an H2O ocean (Villanueva et al., 2015) or massive glaciation (Fastook and Head, 2015), losing hydrogen to space via hydrodynamic escape, and irradiated by the faint-young Sun. This study is a step towards a grander, more realistic model of early Mars that includes sulfur chemistry, atmospheric dust and haze, and aqueous chemistry.

Ne ho letti altri tre o quattro e tutti cercano di capire se, alla luce dei dati disponibili e di varie ipotesi a partire dalle quali fare delle simulazioni, in passato vi siano state o meno delle condizioni che avrebbero consentito la nascita della vita.
Da lì a dire, come leggo continuamente sui quotidiani gratuiti che distribuiscono nei metro, che OGGI FORSE c'è vita su Marte c'è un bel salto.
Riguardo a queste ricerche, non posso certo dire che sono inutili perché quando uno ricerca non si sa mai cosa può saltar fuori, può scoprire cose importanti anche lontane dal suo oggetto di indagine, ma lo scopo per le quali sono intraprese, sì, non è certo uno scopo prioritario.
Armando ha scritto:
Scusate, perché si continua a fingere che su Marte ci possa essere vita?
...
"Sì, penso che la ricerca della vita su Marte siano soldi buttati.
E' ovvio che gli esobiologi hanno Marte e niente altro fra le mani."



Nel momento in cui un fisico teorico ha un'intuizione, potrebbe dedicare i successivi dieci anni della sua vita alla ricerca e allo studio per poi alla fine scoprire che l'intuizione era errata.
Questo è un esempio naturalmente, ma molto vicino alla realtà.
Ebbene, che tu riesca a comprenderlo o meno, la scienza funziona in questo modo: quel fisico teorico non arriverà alla conclusione che la sua intuizione è giusta o sbagliata perché lo dice il pensiero di qualcun altro, chiunque esso sia.

Che su Marte ci sia vita, o ci sia stata, o meno, non potremo saperlo fino a che questa teoria verrà confermata o meno: prove inconfutabili in un senso o nell'altro.
C'è quindi poco da filosofeggiare o prendere come unico punto di riferimento universale un'unica teoria perché a te risulta la più "logica". A te appunto.

Per quanto tu possa avere il sacrosanto diritto di esprimere il tuo punto di vista, permettimi di dirti che per chi lo legge (almeno per me) è seccante, noiosamente seccante.
Affermazioni del tipo: "penso che la ricerca della vita su Marte siano soldi buttati", è molto simle a una chiacchierata al bar tra amici che discutono se sia meglio votare un partito o quell'altro, ma tanto... sono tutti ladri... lo ha detto quell'altro partito.



martinobri ha veramente scritto "L'affermazione che Dio esiste manca almeno di cinque di questi aspetti: la costanza di comportamento, la misurabilità, la verifica sperimentale, la materialità e il determinismo."

Sì, eh. Pensa al rapporto con la fidanzata. Uguale :-D


(E adesso aspettiamo il "mona" da parte di martino...)

No, io parlo come magno: pistola!
@Guastulfo

Questioni interessanti.

Per fissare le idee, una teoria è scientifica quando permette di trarre delle conseguenze verificabili.
Non necessariamente deve partire da dei "dati" od "osservazioni".
Almeno, questo afferma l'autore più accreditato al riguardo, cioè Karl Popper.
La distinzione è importante. Per Popper la scienza non è induttiva (dai fatti singoli, ricavare il principio generale che li spieghi) ma deduttiva.
Questo significa che per Popper tutta una serie di ragionamenti in apparenza astratti e che molti autori consideravano non scientifici sono scienza a tutti gli effetti, e a volte della migliore. (La stessa induzione che parte dai fatti prevede l'astrazione, non ci sono i "fatti" nudi e crudi senza una concettualizzazione che li faccia emergere come tali.)

Tornando a Lovelock:

a) l'atmosfera lontana dall'equilibrio è condizione necessaria e sufficiente alla presenza di vita. Sufficiente, perché non può essere spiegata da altro che la vita, necessaria perché la vita ha bisogno di enormi flussi di energia per sostenersi.

b) non possono esistere forme di vita che non si basino sul carbonio. E' l'unico atomo che permette di creare molecole di estrema complessità.

c) può esserci stata vita su Marte.

d) se sì, è improbabile che abbia raggiunto grandi livelli di complessità

e) è praticamente impossibile che si sia conservata nel sottosuolo perché mancano le condizione per gli scambi chimici

f) se c'è stata in passato, immagino sia possibile trovarne tracce. (Immagino si debbano superare problemi tecnici non indifferenti.)
"No, io parlo come magno: pistola!"

Se fosse un rebus, direi che la soluzione è: Una cuarantacuattro magno per l'ispettore Callagano (del Gargano).

#hovintoquaccheccosa?
@ stu:.

No :-)


Strano che tu non lo sapessi. Ci sono esempi anche in alta letteratura.

"Da lì a dire, come leggo continuamente sui quotidiani gratuiti che distribuiscono nei metro, che OGGI FORSE c'è vita su Marte c'è un bel salto.
Riguardo a queste ricerche, non posso certo dire che sono inutili perché quando uno ricerca non si sa mai cosa può saltar fuori, può scoprire cose importanti anche lontane dal suo oggetto di indagine, ma lo scopo per le quali sono intraprese, sì, non è certo uno scopo prioritario."

ecco... così mi pare già diverso e condivisibile.

Comunque sia, non confondiamo quotidiani gratuiti e comunità scientifica. Anche se un eventuale successo nel trovare forme di vita aliene, anche se estremamente primitive, sull'unico pianeta accessibile con ricerche in-situ oggi sarebbe un risultato talmente importante e rivoluzionario, che anche se la probabilità è scarsa, resta uno scopo prioritario.

Ripeto a scanso di equivoci che se si facesse un sondaggio tra la comunità scientifica informata (quella che si occupa attivamente di esobiologia o di bioastronomia) sono convinto che una percentuale minima sarebbe disposta a "scommettere" che c'è vita, oggi, su Marte. Ma non perché lo dice la teoria di Lovelock, ma semplicemente perché vi è consenso che le condizioni di vita su Marte sarebbero proibitive.

Tra l'altro un dibattito molto più interessante è capire quanto condizioni di vita possibili equivalgono a presenza di vita. In mancanza di molti dati (in realtà ancora una volta un unico dato: il fatto che gli eukarioti sulla Terra sembrano essersi sviluppata subito dopo - in termini geologici - le condizioni sono diventate accettabili), su questo le posizioni sono molto diverse.

Scusate il tono da maestrina saccente :) ma la distinzione tra teorie scientifiche e non scientifiche è molto più sottile, incerta e discutibile di certe banalizzazioni che si leggono spesso, specie quelle pseudo-popperiane: per ogni criterio "in meno di 10 parole" individuato ci sono teorie mainstream, alla base dell'interpretazione del mondo di oggi, cui questo non si applica.

La teoria dell'Inflazione Cosmica, per esempio, basilare per l'interpretazione dell'Universo di oggi, e accettata dalla stragrande maggioranza dei cosmologi, viene vista da molti una specie di spiegazione ad hoc, priva di effettiva falsificabilità o "prove". Infatti spiega l'esistente supponendo un evento singolo, avvenuto in un determinato momento e senza alcuna giustificazione teorica, per una durata particolare, per spiegare 3 giganteschi problemi della cosmologia. Un po' come fa la fatina per spiegare la caduta dei gravi (in realtà c'è una fatina invisibile che ogni volta accompagna il grave in caduta alla velocità e nelle modalità giuste...:) ). E lo fa da quasi 50 anni, da quando Alan Guth la propose, al punto che molti ne mettono in dubbio l'effettiva scientificità. Si tratta quindi di una teoria accettata più che altro "per esclusione", perché manca una spiegazione alternativa "più" ragionevole e compatibile con i dati esistenti, che è diverso da una conferma. Un po' come certe spiegazioni della meccanica quantistica, con la differenza che quella è accaduta una volta sola, improvvisamente, nell'intera storia dell'Universo.

In fondo anche le teorie antropiche del riscaldamento globale sono difficili da falsificare. Non per questo sono considerate false (checché ne vogliano certi soggetti...).

Per quanto riguarda le teorie del Multiverso (che sono TANTE, a tanti livelli diversi), descritte e commentate in centinaia di paper scientifiche, falliscono quasi del tutto il criterio di falsificabilità e verificabilità.

In generale, per enunciare una teoria in generale non c'è nessun bisogno di identificare la sua falsificabilità. Questa viene possibilità viene identificata spesso molto più tardi, da altri autori. Non per questo una teoria non è scientifica. Penso ad esempio - ebbene si - alla teoria della selezione naturale enunciata da Darwin.

Il mio è solo un avviso a non confondere l'allocuzione "teoria scientifica" con quella che è la "prassi" usata in ambiente scientifico, secondo la quale si può tranquillamente dibattere o pubblicare lavori su un'ipotesi, e questa può diventare mainstream, senza passare esami preventivi di singoli criteri.
Infatti spiega l'esistente supponendo un evento singolo, avvenuto in un determinato momento e senza alcuna giustificazione teorica

D'altra parte, se l'evento per sua natura è un unicum, alternative non ce ne sono.
"D'altra parte, se l'evento per sua natura è un unicum, alternative non ce ne sono."

Martino, bisogna guardare al dettaglio della teoria, non al caso generico. In questo caso viene postulato un evento speciale, che si può adattare e "stiracchiare" per spiegare un po' tutto. Da un punto di vista scientifico la cosa funziona in modo spettacolare, e tuttavia sembra veramente di postulare un fenomeno assurdo per spiegare qualcosa che non hai capito. Pochi mettono in dubbio che l'inflazione sia realmente avvenuta, tuttavia dentro la testa di quasi ogni cosmologo c'è come la sensazione di stare usando un trucco per spiegare. Nessuno ha idea di cosa l'abbia provocata. Non esiste una prova diretta che sia avvenuta (per quanto "diretto" possa stare a significare). Sembra veramente che sia passata la fatina per spiegare l'esistente. E' stata proposta inizialmente per spiegare un fenomeno (la mancanza di monopoli magnetici). Poi si è scoperto che spiegava un sacco di altri problemi relativi al Big Bang, come per magia.

Perché Alan Guth, che la propose, non ha mai vinto un Nobel, non mi è chiaro.
pgc,

Posso approfittare di te per un secondo? Sì? Grazie.

Il modello cosmogico attuale vede le galassie in accelerazione continua. Che potrebbe succedere se questa continua accelerazione dovesse superare C? È possibile una cosa del genere? L'inflazione di cui parli potrebbe essere un effetto di un precedente universo in espansione a velocità superluminale?
c'è un articolo recente di SciAm sull'argomento: https://blogs.scientificamerican.com/cross-check/is-a-popular-theory-of-cosmic-creation-pseudoscience/.

Intendiamoci: non sto ponendo in dubbio la teoria dell'Inflazione, come invece fa l'autore dell'articolo, uno dei tanti sulla scientificità dell'inflazione. Sto dicendo che bisogna stare molto attenti a tacciare di "non scientificità" certe teorie in base ad alcuni criteri. La scientificità di una teoria (se vista come la sua "accettabilità" in un ambiente scientifico) è qualcosa di molto più complesso, labile e difficile da definire di quello che a volte si legge.
... in altre parole, giusto per concludere il discorso, io vedo la scienza come un "continuum", piuttosto che un bianco/nero. In continua evoluzione e sempre molto "fuzzy", incerta, indistinta. Le varie teorie vengono tirate continuamente di qua e di là. Quello che conta è la loro attendibilità e la loro utilità nel reggere il resto del tessuto scientifico.

La cosa fantastica e in qualche modo stupefacente, è che prima o poi le teorie corrette sembrano prevalere. E soprattutto che quando si passa alle applicazioni pratiche, incluso il sostentamento di ulteriori teorie invece di lambiccarsi il cervello in discussioni pseudo-epistemiologiche, o funzionano o non funzionano.

Nel caso delle teorie di Lovelock il problema è quindi non tanto decidere se è scientifica o meno. Piuttosto di vedere se vale la pena di affidarsi ad essa per rinunciare o meno a certe ulteriori ricerche. L'opinione corrente è che non sia sostenuta da abbastanza conferme da poterlo dire con certezza. Quindi gli scienziati continuano a cercare su Marte segni di vita, visto che questo significa comunque procedere nello studio dell'unic "cugino" planetario a portata di mano. Certamente la possibilità che esista vita su quel pianeta non convince nessuno, ormai, e per motivi diversi dalla teoria dell'omeostasi.

Ma lo scienziato sa che a volte si prendono grossi errori, e che magari, a 3 metri sotto il suolo di una zona polare che sarà individuata tra 10 anni, verranno identificate forme di vita aliene, primitive e molto diverse dalle nostre. O magari molto simili (visto anche che la contaminazione è possibilissima), chissà...
"Che potrebbe succedere se questa continua accelerazione dovesse superare C?"

immagino intendo che succede se due oggetti superano la velocità relativa c (l'accelerazione non può superare c, visto che non è una velocità).

La risposta è si: succede, succederà ed è successo continuamente.

Superare la velocità della luce non è vietato. E' "vietato" scambiare informazioni tra due oggetti che si muovono a >c. E' proprio questo uno dei maggiori successi (inattesi) dell'inflazione cosmica: evitare che aree distanti dell'Universo fossero correlate immediatamente dopo il Big Bang, in quanto questa correlazione avrebbe prodotto un Universo completamente differente da quello osservato, secondo le leggi della Fisica.
Ciao pgc, scusa l'invadenza: posso approfittare anch'io della tua competenza?

C'è una questione (tra le tante) che davvero mi ha sempre confuso riguardo all'espansione accelerata dell'universo: l'energia del sistema universo è conservata oppure no? Visto che ogni coppia di oggetti cosmologici A e B si allontana reciprocamente con velocità crescente, parrebbe di no.

Come è possibile? Non è un paradosso? Da dove emerge questa "energia" che viene immessa nel sistema? I cosmologi non sono turbati da tale situazione?

E soprattutto, perché sulle scale della fisica classica la conservazione dell'energia è un principio sacro e inviolabile, e invece sulle scale cosmologiche può essere violato? Che cosa hanno di speciale le nostre "piccole" scale da generare questo principio di conservazione?

Grazie anticipatamente!
Grazie pgc,

Mi piacerebbe essere io e te davanti ad un buon torbato. Serata perfetta.
@ Stu:

Sostituisci "pgc" con "Catherine McCormack", e ti dirò che l'ho pensato spesso anch'io.
@Ottone: "l'energia del sistema universo è conservata oppure no? Visto che ogni coppia di oggetti cosmologici A e B si allontana reciprocamente con velocità crescente, parrebbe di no."

Pensa ad una bomba che esplode. All'inizio c'è una forte espansione, che poi decresce di intensità. Ma nei momenti iniziali "l'accelerazione" deve necessariamente aumentare. Si conserva l'energia in quel caso? Certo. Cosa lo rende possibile? Un cambiamento di stato: la reazione chimica "libera" energia che prima non era disponibile.

Ancora più simile l'immagine dell'esplosione (in realtà si tratta di una forte espansione) causata da una bombola di gas liquido che si rompe, costringendo il liquido a bollire ed evaporare rapidissimamente, liberando una grande quantità di energia che prima non era disponibile.

Nel caso dell'Universo nessuno ha idea di *cosa* abbia cambiato stato (anche se le teorie fioccano ovviamente) e perché in quel momento e con quelle caratteristiche. L'inflazione è stato un fenomeno spaventoso per intensità.

Notare che l'inflazione continua ad esserci, solo immensamente rallentata rispetto ai primi brevissimi istanti. E' proprio questa incertezza che rende la teoria dell'inflazione "strana" nel panorama scientifico: si tratta di un fenomeno imprevisto, che si può aggiustare in modo da ottenere più o meno quello che vuoi, e che deriva da una fisica totalmente sconosciuta.

Insomma, postulare un fenomeno del genere che espande il volume dell'universo conosciuto in una frazione di tempo infinitamente breve 100.000.000.000.000.000.000.000.000 di volte, per ragioni sconosciute e al momento "giusto" per generare l'universo che vediamo lascia un certo retrogusto , ammetterete...

Nonostante questo, l'idea che l'energia totale dell'universo sia conservata non è ovvia. Potrebbe non essere vero. Ricordiamoci che questi sono principi. E come tale vanno dimostrati. Ci potrebbe essere "qualcosa" che dall'esterno inietta energia nell'universo conosciuto che, non dimentichiamolo, è considerato solo un pezzettino microscopico del totale.
Grazie mille a pgc per la risposta, sempre molto chiara.

Parte della mia confusione deriva dalla lettura di un vecchio blog post di Sean Carroll, un fisico teorico/cosmologo del Caltech, che spiega come l'energia non sia conservata in relatività generale, e tuttavia questo a suo dire non dovrebbe causare confusione o sconcerto nel lettore.

Beh, in me li genera eccome. Mi rendo conto infatti di non aver mai compreso il concetto.
P.S. La discussione OT e' molto interessante, grazie.


La cosa divertente è che le assunzioni servono per difendere gli '''alieni''' da noi.

P.S.Sempre che gli alieni non decidano prima che siamo troppo pericolosi bloccandoci nella nostra galassia disattivando il nostro accesso ai portali intergalattici.
@Armando
"non possono esistere forme di vita che non si basino sul carbonio. E' l'unico atomo che permette di creare molecole di estrema complessità."

Leggiti questo articolo (nemmeno così recente) e ricrediti, non bisogna nemmeno uscere dal pianeta terra per trovarne una.
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2010/12/02/AR2010120204183.html
@Votantonio:
se ho capito bene (il mio inglese è da sopravvivenza) l'articolo dice che in quei microrganismi l'arsenico sostituisce il fosforo, non il carbonio.
Non potrebbe neanche, avendo diversa valenza.
@Votantonio Votantonio
Leggiti questo articolo (nemmeno così recente) e ricrediti, non bisogna nemmeno uscere dal pianeta terra per trovarne una.

Non è così: Ne aveva già parlato Paolo.


Forse non è classificabile come bufala ma come inesattezza sì.

A me preoccupa il fatto che martinobri si sia dimenticato di un articolo di Paolo.

Che l'aumento di stipendio agli impiegati pubblici gli abbia fatto fare notti di festeggiamenti a base di vini pregiati? :-D
@Guastulfo ahahah avevo completamente dimenticato quell'articolo, grazie. Anche la quasi conferma del debunk è poi arrivata un paio di anni dopo e me la sono persa completamente.

Comunque sul fatto che il carbonio è l'unico elemento con il quale si possono formare molecole complesse non sono d'accordo. È sicuramente il miglior candidato, anche Hawking lo ribadisce in questo suo scritto (http://www.hawking.org.uk/life-in-the-universe.html) ma non è l'unica possibilità. Quando gli hanno posto la domanda specifica a una conferenza a risposto così: http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2011/05/stephen-hawking-on-non-carbon-based-alien-life.html
giustamente non escludendo la possibilità a priori, gli elementi sulla quale una forma di vita (magari molto più semplice della nostra specie) si può basare sono vari.
l'aumento di stipendio agli impiegati pubblici

Quale aumento di stipendio?