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Stasera alla TV svizzera parliamo di social network, fake news e come difendersi

Questa sera alle 21.05, su RSI La2, andrà in onda in diretta il programma-dibattito 60 minuti, condotto da Reto Cerchi e intitolato Prigionieri nella Rete - Il tritatutto digitale cambia le nostre vite. Siamo pronti a farci educare per non diventare burattini?.

Gli ospiti in studio saranno Cristina Giotto (Associazione Ticinese Elaborazione Dati), Ilario Lodi (direttore pro Juventute Svizzera italiana), Alessandro Trivilini (docente e ricercatore Supsi), Graziano Martignoni (psichiatra) e il sottoscritto. Da Roma, in collegamento, ci sarà Marco Pratellesi (condirettore AGI).

Parleremo di effetti positivi e negativi della rivoluzione digitale, di usi e abusi della Rete e di educazione al cambiamento e alla difesa del giornalismo dall’assalto delle fake news spesso generate o disseminate da sistemi automatici.
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StarTrek, stanotte debutta la nuova serie: la sigla in anteprima

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/09/26 00:40.

Tra poche ore debutterà Star Trek: Discovery, la nuova serie televisiva ispirata all’universo di Star Trek creato negli anni Sessanta da Gene Roddenberry. Negli Stati Uniti sarà trasmessa dalla CBS, mentre in altri paesi verrà distribuita da Netflix (per esempio Svizzera e Italia, da domattina alle 9 ora locale; a quanto pare saranno distribuite subito due puntate).

È la prima volta che una serie di Star Trek arriva così prontamente oltreoceano. Ai primi tempi di The Next Generation avevamo dovuto attendere la distribuzione delle videocassette che arrivavano dagli amici in America e organizzare raduni per vederle insieme: erano pochi quelli che in Europa avevano un videoregistratore capace di leggere il formato NTSC statunitense. Un gran numero di Trekker d’Italia si è conosciuto in occasione di quei raduni storici (e qualcuno è arrivato letteralmente molto in alto nella sua carriera).

Poi è arrivata la Tv via satellite (Sky) nel Regno Unito, e così abbiamo imparato a craccare la codifica Videocrypt di Sky usando programmi come Season7 (serviva a vedere la settima e ultima stagione, perché Sky non offriva decoder fuori dal territorio britannico, secondo la “georestrizione” di allora; se ne parla qui e qui). Eravamo fan devoti.

La CBS ha presentato gioiosamente su Twitter la sigla in anteprima, ma l’ha geobloccata. L’assurdità di vietare alle persone di vedere la pubblicità del prodotto che si vuole vendere è davvero spaziale.



Ho segnalato la questione a @TrekCore, coinvolgendo involontariamente anche il compositore della sigla, Jeff Russo...



...e poco dopo il compositore mi ha risposto di persona, linkando la versione non geobloccata, che è quindi tutta vostra da vedere (la versione usata negli episodi avrà i titoli e i nomi degli attori, della troupe e dei produttori):






Questo è il bello di Internet.

Se vi capita di vedere Star Trek: Discovery e la volete commentare, lo spazio per i commenti qui sotto è a vostra disposizione, ma mi raccomando: niente spoiler. La moderazione sarà ferrea.


2017/09/26 00:40


Ho visto le prime due puntate di Star Trek: Discovery. Visivamente ben fatto, ma per ora non è Star Trek: è Serie Generica di Fantascienza con Astronavi. In ossequio al divieto di spoiler, non aggiungo altro.
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Quanto siamo tracciabili e spiabili tramite app e pubblicità: inchiesta della TV svizzera

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Ieri sera è andata in onda una puntata del programma di difesa dei consumatori Patti Chiari della Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana dedicata interamente alla questione del tracciamento commerciale, truffaldino o criminale reso possibile dalla disinvoltura con la quale gli utenti installano sui propri smartphone tante app senza fare alcun controllo su quali dati personali vengono letti e collezionati da queste app. Basta che sia un bel giochino e sia gratis, e gli utenti installeranno qualunque cosa.

Ho partecipato al programma sia nei servizi di redazione, sia in studio, dove c’era anche l’Incaricato federale per la protezione dei dati del governo svizzero, Adrian Lobsiger.

Potete rivedere la puntata qui (o nell’embed qui sotto) insieme ai video di accompagnamento che ampliano le spiegazioni e le informazioni per imparare a difendersi dall’invadenza delle app ficcanaso. Complimenti anche a Cryms per la creazione dell’app dimostrativa e a Compass Security per la dimostrazione di come rubare account e identità digitali a una vittima usando semplicemente un’app.


I tutorial di accompagnamento:

  • Come impostare le autorizzazioni su Android, iPhone, Google e Facebook
  • Interviste a Michal Kosinski, al sottoscritto e ad Alessandro Trivilini, docente del Dipartimento di tecnologie innovative della SUPSI.
  • Big Data: il caso Trump e Cambridge Analytica, rapporti tecnici e programmi di prevenzione
  • Notizie correlate alla raccolta di dati da parte dei social network
  • I commenti dei telespettatori e le mie risposte.
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Podcast del Disinformatico del 2017/09/22

È disponibile per lo scaricamento il podcast della puntata di oggi del Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera. Buon ascolto!
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CCleaner di Avast conteneva software spione: come rimediare

Ultimo aggiornamento: 2017/09/24 21:30.

CCleaner è un’applicazione molto popolare per l’ottimizzazione dei computer Windows e Mac e dei dispositivi Android, che vanta circa 130 milioni di utenti ed è stata acquisita recentemente dalla società di sicurezza informativa Avast. Ma è emerso che alcune versioni contenevano un malware decisamente pericoloso, concepito per infiltrarsi nelle reti informatiche aziendali e prenderne il controllo.

I ricercatori della Talos Intelligence (Cisco) hanno scoperto che la versione 5.33 di CCleaner, quella regolarmente distribuita e firmata digitalmente dall’azienda, era infetta. Chi scaricava CCleaner per aggiornarlo scaricava quindi anche il malware, che eludeva i controlli di sicurezza di base perché appunto l’aggiornamento era garantito dal produttore. Gli utenti colpiti sarebbero circa 2,3 milioni.

Più specificamente, chiunque abbia scaricato la versione 5.33.6162 di CCleaner oppure la versione 1.07.3191 di CCleaner Cloud, disponibili dal 15 agosto al 13 settembre scorso, dovrebbe ripristinare i propri dispositivi partendo da una copia di sicurezza. Aggiornare CCcleaner o cancellarlo non basta, dicono gli esperti di Talos/Cisco. La versione 5.34 non è pericolosa.

L’attacco, secondo le analisi, è particolarmente sofisticato e prendeva specificamente di mira grandi nomi come Intel, Google, Epson, Akamai, Samsung, Sony, VMware, HTC, Linksys, D-Link, Microsoft e Cisco, per cui si sospetta un tentativo di spionaggio industriale, forse appoggiato da un governo nazionale, effettuato infettando utenti a caso confidando che alcuni di loro avrebbero poi portato l’infezione nelle proprie aziende.


Fonti: Gizmodo, Graham Cluley, Talos, Avast.
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